27/08/13

# 01: Uno

Uno









La vera agonia cominciò all'alba del terzo giorno.
Per più di quarantott’ore, non avevo fatto altro che dormire salvo svegliarmi di tanto in tanto per poi sprofondare di nuovo nel sonno. Intervallavo momenti in cui ero vigile e consapevole – o quasi – di quello che succedeva intorno a me, ad altri in cui ero preda dell’incoscienza. Aprivo gli occhi giusto il tempo di mandar giù l’acqua che mi veniva offerta, poi mi lasciavo andare stremata sul letto, di volta in volta sempre più stanca e spossata. Molto spesso capitava che fossi preda di allucinazioni, e barcollavo in un’irrealtà dai contorni infrangibili, sussurrando parole sconnesse e incomprensibili oltre che frasi dall’indubbio significato. Era come se fossi sospesa fra due mondi e non riuscissi in alcun modo a varcare l’ingresso di nessuno dei due. Poi accadde che mi risvegliai proprio quando il sole, seminascosto dalle nuvole grigie, si stava innalzando in cielo, riscaldando appena la selvaggia e arida brughiera in cui mi ero avventurata. Era il terzo giorno, e la mia vita era finita nel momento esatto in cui tutto era cominciato.

26/08/13

# 00: Prologo

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Illustrazione presa da Google.
Grafica dell'immagine a cura di Honey Essentials.
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A.   J.   S t e v e n s
N o n   a n d a r e   v i a








«Oh Dio, è orribile!
Non posso vivere senza la mia vita!
Non posso vivere senza la mia anima!».

EMILY BRONTË, Cime Tempestose









Prologo








«Lydia, aiutatemi a portarla dentro».
Il mio padrone aveva sempre posseduto l’innata capacità di presentarsi nei momenti meno opportuni. Pochi giorni prima si era recato a Londra per concludere un affare che gli avrebbe dato la possibilità di comprare un altro appezzamento di terra nel Nuovo Continente, dove avrebbe potuto coltivare le proprie piantagioni e rivenderle ad un prezzo vantaggioso nella madrepatria. Non avrei mai creduto che ritornasse a casa così presto, nel cuore della notte per giunta, proprio l’1 Novembre del 1839, in una notte infestata da una violenta tempesta. L’aspra e selvaggia brughiera che delimitava i confini del maniero era agitata da un vento impetuoso che gelava il sangue nelle vene, eppure, lui sembrava perfettamente a suo agio, come se nulla – neanche il freddo autunnale – lo toccasse. La cera della candela che reggevo tra le mani mi stava colando lentamente sulle dita, ma me ne accorsi appena, perché ero troppo concentrata a guardare la ragazza adagiata tra le sue braccia con un’attenzione che avrei rivolto a pochi. Non ne ero certa, ma sembrava morta.

28/06/13

Non andare via e...

Buongiorno a tutti e benvenuti! Colgo quest'ora buca per presentarvi ufficialmente il mio blog! È nato innanzitutto per condividere con voi l'esordio della mia nuova trilogia Urban Fantasy/Paranormal Romance! Sono davvero emozionata, questo é il primo "spazio personale" che io abbia mai avuto e devo ringraziare la mia co-admin Mia Swatt, ex Marta Betrayed Heart, nonché autrice che io stimo moltissimo, la quale mi sta aiutando con l'editing/costruzione del mio blog!