27/08/13

# 01: Uno

Uno









La vera agonia cominciò all'alba del terzo giorno.
Per più di quarantott’ore, non avevo fatto altro che dormire salvo svegliarmi di tanto in tanto per poi sprofondare di nuovo nel sonno. Intervallavo momenti in cui ero vigile e consapevole – o quasi – di quello che succedeva intorno a me, ad altri in cui ero preda dell’incoscienza. Aprivo gli occhi giusto il tempo di mandar giù l’acqua che mi veniva offerta, poi mi lasciavo andare stremata sul letto, di volta in volta sempre più stanca e spossata. Molto spesso capitava che fossi preda di allucinazioni, e barcollavo in un’irrealtà dai contorni infrangibili, sussurrando parole sconnesse e incomprensibili oltre che frasi dall’indubbio significato. Era come se fossi sospesa fra due mondi e non riuscissi in alcun modo a varcare l’ingresso di nessuno dei due. Poi accadde che mi risvegliai proprio quando il sole, seminascosto dalle nuvole grigie, si stava innalzando in cielo, riscaldando appena la selvaggia e arida brughiera in cui mi ero avventurata. Era il terzo giorno, e la mia vita era finita nel momento esatto in cui tutto era cominciato.