Tre
«Ci sono undici regole importanti che non dovete assolutamente dimenticare».
La signorina Lydia aveva le mani conserte dietro la schiena e mi guardava attentamente, come se volesse studiarmi.
Aveva gli stessi vestiti che le avevo visto indosso il giorno prima, quando mi ero risvegliata dopo tre giorni di convalescenza, anche se avevo come l’impressione che le stessero stretti. La cuffia probabilmente le dava fastidio, perché ogni tanto se la sistemava meglio sulla testa con un movimento rapido della mano, e la mise era di sicuro troppo aderente sul ventre rigonfio. L’unica consolazione dovevano essere le comodissime scarpe a sabot, di cui mi aveva consegnato un paio pressoché identico poco prima, insieme ad un abito simile al suo a motivi floreali sul grembiule color antracite.
La signorina Lydia aveva le mani conserte dietro la schiena e mi guardava attentamente, come se volesse studiarmi.
Aveva gli stessi vestiti che le avevo visto indosso il giorno prima, quando mi ero risvegliata dopo tre giorni di convalescenza, anche se avevo come l’impressione che le stessero stretti. La cuffia probabilmente le dava fastidio, perché ogni tanto se la sistemava meglio sulla testa con un movimento rapido della mano, e la mise era di sicuro troppo aderente sul ventre rigonfio. L’unica consolazione dovevano essere le comodissime scarpe a sabot, di cui mi aveva consegnato un paio pressoché identico poco prima, insieme ad un abito simile al suo a motivi floreali sul grembiule color antracite.