29/08/13

# 03: Tre

Tre









«Ci sono undici regole importanti che non dovete assolutamente dimenticare».
La signorina Lydia aveva le mani conserte dietro la schiena e mi guardava attentamente, come se volesse studiarmi.
Aveva gli stessi vestiti che le avevo visto indosso il giorno prima, quando mi ero risvegliata dopo tre giorni di convalescenza, anche se avevo come l’impressione che le stessero stretti. La cuffia probabilmente le dava fastidio, perché ogni tanto se la sistemava meglio sulla testa con un movimento rapido della mano, e la mise era di sicuro troppo aderente sul ventre rigonfio. L’unica consolazione dovevano essere le comodissime scarpe a sabot, di cui mi aveva consegnato un paio pressoché identico poco prima, insieme ad un abito simile al suo a motivi floreali sul grembiule color antracite.

# 02: Due

Due









Quando il suo sguardo di ghiaccio attraversò il mio, il mondo sembrò fermarsi all’improvviso con un rombo di tuono, come se ogni istante si fosse congelato in quell’abisso che erano i suoi occhi da cui non riuscivo più a riemergere, e i contorni della mia vita fossero cambiati radicalmente, disperdendosi attorno alle sue iridi blu, custodi di un segreto inaccessibile perfino a me stessa.
Era la sensazione più strana che mi fosse mai capitata di provare, ed ero del tutto incapace di spiegarla a parole, perché soltanto chi la viveva in prima persona avrebbe potuto capirla davvero.
Ma c’era altro che mi spaventava, altro di ancora più grandioso e inquietante.
Perché, appena lo guardai con più attenzione negli occhi, escludendo qualsiasi altra parte del suo corpo, fui investita da un sentimento che non avevo mai provato prima, per nessun altro, nei suoi confronti: un odio così intenso e profondo che avrebbe sbaragliato perfino un esercito, un odio quasi primordiale, che aveva piantato le proprie radici in fondo alla mia anima e che sembrava stesse germogliando, dopo un lunghissimo tempo di attesa, proprio in quel momento, un odio assolutamente insensato e inspiegabile, le cui fondamenta risiedevano in un angolo buio e angusto di me stessa che non riuscivo a raggiungere.
E mi stupii ancora di più quando avvertii il desiderio tangibile di ucciderlo, di affondare ogni arma affilata che avessi a disposizione nella sua carne pulsante, tra la spalla e il collo, là dove fluiva il sangue…